Coworking: lavorare in uno spazio condiviso è effettivamente conveniente?

2 febbraio 2018
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Quando vi abbiamo parlato del coworking e di come funziona abbiamo scelto di concentrarci su aspetti come l’opportunità di confronto con altri freelance e professionisti, la condivisione e lo scambio come fonti di ispirazione, l’importanza della community per la crescita professionale. Lavorare in uno spazio di coworking offre però anche un’altra grande opportunità, quella di risparmiare parecchio sui costi legati all’affitto di un ufficio e alle differenti utenze da attivare.

Tenendo conto dei canoni di locazione relativi alla zona di Pisa (e del fatto che i fondi commerciali o comunque adibiti a ufficio sono mediamente più cari di quelli adibiti a uso abitativo), ipotizzare un budget mensile da stanziare per avere a disposizione una postazione di lavoro è abbastanza semplice. A questa cifra, che in alcuni casi è già ragguardevole di per sé, va necessariamente aggiunto un surplus per le spese di gestione (corrente elettrica, riscaldamento, connessione internet, acqua): anche nel caso in cui si opti per condividere un fondo con altri professionisti, le spese fisse andranno comunque ad incidere sul vostro budget. Quello che molto spesso non si conosce è invece quanto effettivamente si può risparmiare scegliendo di trasferire la propria attività quotidiana in uno spazio di coworking.

COWORKING: QUANTO COSTA EFFETTIVAMENTE?

Nella maggior parte dei casi i coworking prevedono una forma di abbonamento. Anche quando i costi sono contenuti, questa formula implica l’obbligo a versare una cifra in anticipo, che prescinde dall’effettivo utilizzo che si fa della postazione di lavoro. Qui a NEST2HUB, mentre eravamo impegnati a cercare il modo di rendere il più economico possibile il lavoro condiviso nei nostri spazi, considerata la valenza sociale del progetto NEST2HUB, abbiamo avuto l’idea di una formula alternativa. Stiamo parlando del pay per use, il sistema che abbiamo adottato e che differenzia NEST2HUB dalle altre strutture dello stesso tipo.

Associando il pay per use – che prevede un costo orario per le postazioni che scende con l’aumentare delle ore di frequentazione – a tariffe già di per sé contenute, siamo in grado di offrire prezzi assolutamente vantaggiosi. Ad esempio, nel caso di una postazione condivisa (il cui costo è di 1,2€ l’ora per le prime 40 ore e raggiunge gli 0,3€ l’ora a partire dalla 121esima ora di lavoro), è possibile lavorare 160 ore al mese (quindi 40 ore alla settimana) spendendo appena 122€. In caso di frequentazione meno intensa, pari ad esempio a 120 ore al mese (30 alla settimana) il costo della postazione è pari a 108€.

Siamo convinti del fatto che il coworking rappresenti il futuro del lavoro autonomo e che porti con sé una grande carica innovativa, e che la riduzione dei costi non debba essere l’unica sirena da ascoltare. Nonostante questo, è innegabile che tra gli aspetti da mettere sul piatto della bilancia c’è anche il fatto che sì, lavorare in uno spazio condiviso è effettivamente conveniente.

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